Giornata internazionale contro la violenza di genere

Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce”
Riecheggia ancora nelle mie orecchie uno degli slogan della manifestazione organizzata dal movimento femminista e transfemminista, “Non Una Di Meno”, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza di genere.
Sabato 25 novembre, molte piazze italiane hanno ospitato una marea umana straordinaria, unita nella lotta contro la violenza sulle donne.
Non sono mancate le polemiche, ovviamente.
Qualcuno ha – infatti – voluto vedere, nei cortei e nelle manifestazioni dei giorni scorsi, una battaglia meramente femminista e non una presa di coscienza sull’esistenza di un grave problema, che necessita di essere risolto con il contributo di tutti.
Eppure, gli ultimi fatti di cronaca nera hanno accesso con fermezza il dibattito sulla necessità di stabilire pene più severe per fermare questa dilagante spirale di violenza.
Urge educare ai ‘No‘, al rispetto della libertà altrui. Urge una nuova cultura. Servono risorse e azioni concrete.
Sebbene l’essere umano si sia evoluto, certe idee legate al genere purtroppo sono rimaste immutate. Ed è proprio da questa constatazione che dobbiamo partire, se vogliamo dar vita a un cambiamento significativo.
Scardinare retaggi di lezioni sul genere sarebbe già un grande passo avanti.

Come afferma Chimamanda Ngozi Adichie nel suo meraviglioso e personale saggio “Dovremmo essere tutti femministi”:
dobbiamo cambiare quello che insegniamo alle nostre figlie. Dobbiamo cambiare anche quello che insegniamo ai nostri figli”.
E’ fondamentale modificare anche il nostro modo di parlare.
Ancora una volta risulta illuminante la riflessione della scrittrice nigeriana sull’importanza del linguaggio che adoperiamo:
usiamo la parola rispetto per indicare ciò che la donna deve mostrare all’uomo, ma meno spesso per indicare ciò che l’uomo dovrebbe dimostrare alla donna”.
E’ arrivato il momento di cambiare atteggiamento e mentalità. Liberiamoci dall’ingombrante eredità del patriarcato.


