La magia di “Tom Lake” di Ann Patchett

Un piccolo imprevisto di percorso mi ha costretta, almeno per qualche settimana, ad arrestare la corsa quotidiana che da mesi era diventata davvero insostenibile.

La forzata clausura mi ha portato a bramare la libertà di trascorrere le mie giornate all’aria aperta, magari in un luogo fresco e fiabesco.

Impossibilitata ad esaudire nell’immediato il mio ardente desiderio, mi sono rifugiata nella lettura gradevolissima di “Tom Lake”, il romanzo della scrittrice statunitense Ann Patchett, edito da Ponte alle Grazie.

La storia familiare di Lara, di suo marito Joe e delle sue tre figlie, Emily, Maisie e Nell, ha rallegrato le mie giornate.

Ho trascorso ore a raccogliere le ciliegie nel loro meraviglioso frutteto e ho vissuto l’allegria di un tuffo rigenerante nel lago, per sconfiggere l’afa estiva.

A scandire ogni singola giornata della famiglia, riunitasi nella primavera 2020, è stato il racconto di Lara.

Su richiesta delle tre adorate figlie, la donna ripercorre il suo passato da attrice e la sua storia d’amore con Peter Duke, un famoso attore con cui molti anni prima aveva condiviso anche il palcoscenico con la compagnia teatrale di Tom Lake, impegnata all’epoca a portare in scena “Piccola Città” di Thornton Wilder.

Il ricordo di quel periodo spensierato, ma a tratti anche doloroso, porta l’intera famiglia a esaminare la propria vita.

Emily, Maisie e Nell riconsiderano non solo il loro rapporto con la madre, ma realizzano persino di non aver mai conosciuto molti dettagli della sua esistenza e di non aver mai carpito molti suoi aspetti nascosti.

Con grande maestria e sensibilità, Ann Patchett racconta il coraggio di sapersi rialzare e di continuare ad andare avanti, anche quando la vita ci mette di fronte prove difficili, scelte complesse e rinunce dolorose.

Tra passato e presente, le dinamiche familiari dei protagonisti offrono profonde riflessioni sugli amori di gioventù, sulla vita coniugale e sui rapporti genitori-figli, facendo trasparire non solo le crepe causate dal gioco, talvolta spietato, del destino, ma anche la speranza di un luminoso futuro.

You may also like...