Il Dantedì: l’inizio di un viaggio senza tempo

Immagine tratta da “Vita di Dante” di Petrocchi – Editori Laterza

Alcuni studiosi sostengono che il 25 marzo del 1300 sia iniziato il viaggio del Sommo Poeta nell’Aldilà.

Il Dantedì, ovvero il giorno celebrativo di Dante, istituito dal Consiglio dei ministri del 17 gennaio 2020, sembra un’ottima occasione per tuffarsi nel testo e nelle radici dell’italiano.

Immergersi in quella tanto decantata “selva oscura” può essere il pretesto per scoprire, o magari riscoprire, la storia del padre della lingua italiana, nonché autore di uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale.

Ancora oggi, la Divina Commedia continua a essere materia di studio e fonte di ispirazione per scrittori, registi, artisti e musicisti di tutto il mondo.

L’avventura terrena di Durante, meglio noto come Dante, è costellata da tanti eventi, che di sicuro non annoieranno le menti più vivaci: dal primo incontro con l’amata Beatrice nel 1274, alla scoperta della passione per la politica fino al dramma dell’esilio, durante il quale darà appunto vita alla sua immortale opera.

Quello lasciato da Dante è un immenso patrimonio culturale, non solo per il nostro Paese, ma per il mondo intero.

Il Dantedì dovrebbe rappresentare un momento di riflessione e di celebrazione della potenza della parola poetica che, grazie a Dante, ancora oggi ci ispira e ci permette di riconoscere il valore della conoscenza, della libertà e della cultura.

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