Sulla mia terra. Storie di israeliani e palestinesi

All’indomani della grande manifestazione a sostegno della popolazione palestinese, che ha interessato almeno 75 città italiane, vorrei suggerire la lettura di “Sulla mia terra. Storie di israeliani e palestinesi” scritto da Francesca Mannocchi per De Agostini editore. Un libro essenziale, soprattutto per i ragazzi o per chi volesse capire e approfondire la storia, per ricostruire gli avvenimenti di ‘Cento anni di guerra’.

Partendo dai tragici fatti del 7 ottobre 2023, la giornalista ripercorre gli eventi salienti che hanno segnato una delle questioni più complicate del nostro tempo.

Il suo intento è quello di “riavvolgere il nastro” per tentare di capire le ragioni del conflitto, senza giudicare, ma provando a trovare le parole giuste per rendere tutte le sfumature delle testimonianze raccolte.

Sin dalle prime ricostruzioni storiche, risulta subito evidente come spesso è la geografia a fare la storia. A tal proposito, si rivelano decisamente preziose, per la nostra comprensione, le carte geografiche e le schede di approfondimento che arricchiscono questo lavoro.

Francesca Mannocchi ci guida tra i confini disegnati dalle mappe e dai check-point, tra le colline a sud di Hebron, ci porta nella Valle del Giordano, di cui rivela le due facce diametralmente e drammaticamente opposte.

Racconta la storia di Iddo, un ragazzo israeliano di 17 anni che ha deciso di essere un refuseniks, ovvero un obiettore di coscienza, pronto a rischiare il carcere pur di non rispondere alla leva militare obbligatoria (sia per gli uomini, sia per le donne).

Ricostruisce la drammatica situazione del campo profughi di Jenin, che per molti palestinesi è diventato “un simbolo eroico di resistenza contro l’occupazione israeliana”.

Qui raccoglie la dolorosa testimonianza di Abu, il cui sogno di diventare operatore per lavorare con i bambini del campo, è stato spezzato dall’ennesima ingiustizia subita: la detenzione amministrativa. Si tratta di una misura preventiva e controversa. Le autorità procedono all’arresto dei palestinesi sospettati di aver partecipato a un raduno politico o presunti colpevoli di crimini sconosciuti, per i quali non vi è accesso a nessuna accusa o prova, nè tantomeno è previsto alcun processo. Tale detenzione è imprevedibile, dovrebbe durare massimo sei mesi, ma in realtà viene spesso rinnovata.

A spegnersi non è stato solo il futuro di Abu, ma anche quello di Ibraham, del Freedom Theatre e del suo direttore operativo, Mustafa Sheta, e di molti altri palestinesi.

Ai fatti del 7 ottobre 2023, però, non tutti hanno reagito rispondendo alla violenza con altra violenza.

Francesca Mannocchi dà voce anche a chi ha avuto il coraggio di “guardare negli occhi l’occupazione”, ovvero agli attivisti che provano a proteggere i palestinesi dalla brutalità e dalla ferocia dei coloni, e a chi non ha mai messo a tacere la propria umanità.

Con grande sensibilità e con uno stile semplice e chiaro, adatto soprattutto ai giovani lettori, la giornalista prova a offrire una lettura del passato, per cercare di leggere il presente e immaginare le evoluzioni future di un conflitto che sta cambiando la faccia del mondo, perpetrando violazioni delle leggi internazionali in materia umanitaria e di diritti umani.

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